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October, 2007 -Il cappello color porporaA tre anni Lei si guarda e vede una Regina. A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola. A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella ("mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui"). A venti anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati", ma decide che uscirà di casa lo stesso. A trenta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso. A quaranta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma dice: "almeno sono pulita", ed esce di casa lo stesso. A cinquanta anni Lei si guarda e si vede "esistere" e se ne va dovunque abbia voglia di andare. A sessanta anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo. A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita. A ottanta anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.----------------- Manda questo messaggio a tutte le donne che hai la fortuna di avere come amiche con l' augurio che sappiano afferrare molto prima quel cappello color porpora! ![]() (khalil Gibran)...Dai poco se doni le tue ricchezze, ma se dai te stesso, tu doni veramente. Vi sono quelli che danno con gioia e la gioia è la loro ricompensa. Nelle loro mani Dio parla e dietro i loro occhi Egli sorride alla terra. E’ bene dare se ci chiedono, ma è meglio capire quando non ci chiedono nulla. E per chi è generoso, cercare il povero è una gioia più grande che donare poiché, chi è degno di bere al mare della vita può riempire la coppa alla tua breve corrente. E voi che ricevete – e tutti ricevete – non lasciate che la gratitudinevi opprima per non creare un giogo in voi e in chi vi ha dato. Piuttosto, i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.(Lentamente muore)... Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda) ![]() (Paul Verlaine) J'ai presque peur, en vérité... J'ai presque peur, en vérité, Tant je sens ma vie enlacée À la radieuse pensée Qui m'a pris l'âme l'autre été, Tant votre image, à jamais chère, Habite en ce coeur tout à vous, Mon coeur uniquement jaloux De vous aimer et de vous plaire; Et je tremble, pardonnez-moi D'aussi franchement vous le dire, À penser qu'un mot, un sourire De vous est désormais ma loi, Et qu'il vous suffirait d'un geste, D'une parole ou d'un clin d'oeil, Pour mettre tout mon être en deuil De son illusion céleste. ![]() Paul Verlaine)En dépit des sots et des méchants... N'est-ce pas? en dépit des sots et des méchants Qui ne manqueront pas d'envier notre joie, Nous serons fiers parfois et toujours indulgents. N'est-ce pas? nous irons, gais et lents, dans la voie Modeste que nous montre en souriant l'Espoir, Peu soucieux qu'on nous ignore ou qu'on nous voie. Isolés dans l'amour ainsi qu'en un bois noir, Nos deux coeurs, exhalant leur tendresse paisible, Seront deux rossignols qui chantent dans le soir. Quant au Monde, qu'il soit envers nous irascible Ou doux, que nous feront ses gestes? Il peut bien, S'il veut, nous caresser ou nous prendre our cible. Unis par le plus fort et le plus cher lien, Et d'ailleurs, possédant l'armure adamantine, Nous sourions à tous et n'aurons peur de rien. Sans nous préoccuper de ce que nous destine Le Sort, nous marcherons pourtant du même pas, Et la main dans la main, avec l'âme enfantine De ceux qui s'aiment sans mélange, n'est-ce pas?(Paul Verlaine)Orribile notte d'insonnia... Orribile notte d'insonnia! - senza la presenza benedetta del tuo caro corpo accanto a me, senza la tua bocca tanto baciata anche se troppo scaltra e sempre in malafede, senza la tua bocca tutta menzogne, ma così franca quando ci penso e che sa consolarmi sotto l'aspetto e la specie di una fragola - e, buona commedia! - di un plausibilissimo parlare, e soprattutto il pentacolo dei tuoi sensi e il miracolo multiplo e uno, fiore e frutto, dei tuoi duri occhi di strega, duri e dolci a modo tuo... Buon Dio! che terribile notte!-----------(Louis Aragon) Le mani di Elsa Dammi le tue mani per l'inquietudine Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine Dammi le tue mani perch'io venga salvato. Quando le prendo nella mia povera stretta Di palmo e di paura di turbamento e fretta Quando le prendo come neve disfatta Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita. Potrai mai sapere ciò che mi trapassa Ciò che mi sconvolge e che m'invade Potrai mai sapere ciò che mi trafigge E che ho tradito col mio trasalire. Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo Questo muto parlare dei sensi animali Senza bocca e senz'occhi specchio senza immagine Questo fremito d'amore che non dice parole Potrai mai sapere ciò che le dita pensano D'una preda tra esse per un istante tenuta Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio Un lampo avrà d'insaputo saputo. Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi Taccia il mondo per un attimo almeno Dammi le tue mani ché la mia anima vi s'addormenti Ché la mia anima vi s'addormenti per l'eternità.(Pablo Neruda)----L'amore.... Che hai, che abbiamo, che ci accade? Ahi il nostro amore è una corda dura che ci lega ferendoci e se vogliamo uscire dalla nostra ferita, separarci, ci stringe un nuovo nodo e ci condanna a dissanguarci e a bruciarsi insieme. Che hai? Ti guardo e nulla trovo in te se non due occhi come tutti gli occhi, una bocca perduta tra mille bocche che baciai, più belle, un corpo uguale a quelli che scivolarono sotto il mio corpo senza lasciar memoria. E come andavi vuota per il mondo quale una giara color di frumento, senz'aria, senza suono, senza sostanza! Invano cercai in te profondità per le mie braccia che scavano, senza posa, sotto la terra: sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi, nulla, sotto il tuo duplice petto sollevato, appena una corrente d'ordine cristallino che non sa perché corre cantando. Perché, perché, perché, amore mio, perché? ![]() La Niña del Lago. La niña sentada a orillas del lago, Leyendo poesía de su libro Azul,* Te muestra que todo, no está tan cambiado, Están los que sueñan, lo mismo que tú. Son los que leyendo de un mundo de ensueño, Mundo de romance, reino del amor, Sienten que ellos pueden también ser los dueños De esos sentimientos que brinda el autor. Sueñan ser amados como en la poesía, Por seres perfectos de muy suave voz, Que al hablar envuelven con la melodía Que solo se escucha cuando habla el amor. La niña del lago levanta los ojos, Viendo que la tarde ya casi pasó, Leyendo poesía se le hizo tan corta, Que dubitativa... mira su reloj. Con pena, suspiros, recoge sus sueños, Los guarda entre hojas de su libro Azul,* Y por un sendero se nos va corriendo, Ha vuelto este mundo, de tanta inquietud. (Don Ramón de Almagro) ![]() (Arthur Rimbaud) Favola. Un Principe era contrariato dal fatto di non essersi mai applicato se non alla perfezione delle generosità volgari. Prevedeva stupefacenti rivoluzioni dell'amore, e sospettava nelle sue donne attitudini superiori a quella loro compiacenza abbellita di cielo e di lusso. Voleva vedere la verità, l'ora del desiderio e della soddisfazione essenziali. Fosse o non fosse un'aberrazione di pietà, volle. Possedeva almeno un abbastanza vasto potere umano. Tutte le donne che lo avevano conosciuto furono assassinate: che scompiglio del giardino della Bellezza! Sotto la sciabola, esse lo benedissero. Non ne ordinò delle nuove. - Le donne ricomparvero. Uccise tutti coloro che lo seguivano, dopo la caccia o le libazioni. - Tutti lo seguivano. Si divertì a sgozzare gli animali di lusso. Fece fiammeggiare i palazzi. Si gettava sulle persone e le tagliava a pezzi. - La folla, i tetti d'oro, le belle bestie esistevano ancora. E' possibile estasiarsi nella distruzione, ringiovanirsi mediante la crudeltà. Il popolo non mormorò. Nessuno offri il concorso delle proprie opinioni. Una sera, galoppava orgogliosamente. Apparve un Genio d'una bellezza ineffabile, inconfessabile anche. Dalla sua íìsionomia e dal suo contegno scaturiva la promessa di un amore molteplice e complesso! di una felicità indicibile, anzi insopportabile! Il Principe e il Genio s'annientarono probabilmente nella salute essenziale. Come non avrebbero potuto morirne? Morirono dunque insieme. Ma quel Principe spirò, nel suo palazzo, a un'età ordinaria. Il Principe era il Genio. li Genio era il Principe. - La musica dotta manca al nostro desiderio. ![]() (Gibran Khalil) ...E una donna che aveva al petto un bambino disse: Parlaci dei Figli. Ed egli disse: I vostri figli non sono i vostri figli. Sono i figli e le figlie che la Brama della vita ha di sé. Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro, e benché stiano con voi non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, perché essi hanno i propri pensieri. Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime, perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno. Potete sforzarvi d'esser simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi. Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri. Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi. L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane. Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere; perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo.------------(Gibran Khalil) Allora Almitra disse: Parlaci dell'Amore. Ed egli sollevò il capo e guardò il popolo, e una gran pace discese su di loro. E a voce alta disse: Quando l'amore vi fa cenno. seguitelo, Benché le sue strade siano aspre e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi. E quando vi parla, credetegli, Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino. Perché come l'amore v'incorona così vi crocifigge. E come per voi é maturazione, così é anche potatura. E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole, Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra. Come fastelli di grano, vi raccoglierà. Vi batterà per denudarvi. Vi passerà al crivello per liberarvi della pula. Vi macinerà fino a farvi farina. Vi impasterà fino a rendervi plasmabili. ![]() E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio. Tutto questo farà in voi l'amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della vita. Ma se avete paura, e cercherete soltanto la pace dell'amore ed il piacere dell'amore,allora é meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall'aia dell'amore, Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto. L'amore non dà nulla all'infuori di sé, né prende nulla se non da se stesso. L'amore non possiede né vuol essere posseduto, Perché l'amore basta all'amore. ----(I miei pensieri giungono all'improvviso).Corrono lungo il mio tempo aprono la porta della mia mente. Rotolano con i ricordi lungo le valli della mia vita. Sono cavalli liberi al vento sono onde del mare grigio in tempesta sono gabbiani alti nel cielo sono rugiada nel bosco d'autunno sono la pioggia che batte sui vetri. I miei pensieri sono coriandoli sono le lacrime di un bambino e le bestemmie di una puttana sono la scia di un aereoplano sono i capelli di una fanciulla. Sono la rete del pescatore sono le braccia del rematore . I miei pensieri sono come le rondini nel vento fresco di primavera , sono il giorno e la notte il sole e la luna vanno .. .. vengono .. .. tornano .. sono i vecchi sulle panchine , sono mio padre che mi tiene per mano , sono le tue labbra rosso vermiglio sono il mio cane che corre su un prato . Inarrestabili come le nuvole girano il mondo senza fermarsi senza stancarsi solcano i cieli e sono liberi ... ... sono pensieri. (dal libro " La porta dell'anima ") ![]() (Arthur Rimbaud) LACRIMA........ Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle, bevevo, accoccolato in qualche landa circondata dai boschi di nocciuoli, in una tepida e verde foschia pomeridiana. Che cosa potevo bere in quella giovine Oise - olmi senza voce, erba senza fiori, cielo coperto-, che cosa attingevo alla zucca di colocasia? Qualche liquor d'oro insipido, e che fa sudare. Parevo una brutta insegna d'albergo. Poi l'uragano mutò il cielo, fino a sera: furono paesi neri, laghi, pertiche, colonnate sotto la notte azzurra, stazioni. L'acqua dei boschi si perdeva in sabbie vergini, il vento scagliava dal cielo ghiaccioli ai pantani... E dire che, come un pescatore d'oro o di conchiglie, non mi sono dato pensiero di bere! ![]() ..... Raccontami le favole, perchè io non so più dove cercarle Raccontami la speranza, perchè non so più dove trovarla... Raccontami la vita e i suoi perchè Raccontami la gente e le loro voci. ![]() Raccontami un abbraccio.. ormai dimenticato... raccontami il suo calore e la sua forza Raccontami il movimento del vento, del mondo e i suoi colori raccontami. (Tabata) Tempo che aspetta te e nessun altro, dolce tempo, impaziente tempo. Tempo che aspetta il tuo sorriso, la tua voce... tempo di ascoltarti. Tempo di tenerti qui, con me, tempo di amarti. Tempo di posare le mie mani sul tuo cuore, tempo di svegliarti. Tempo di lasciarti andare e poi ritrovarti, tempo di capirti e poi desiderarti. Tempo troppo tempo prima di ascoltare le tue parole, tempo poco tempo per lasciarle arrivare al mio cuore. Tempo che vola e che mi lasci in attesa... tempo niente altro che il tempo.. di aspettarti. (Tabata) |
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